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PROTESI AL SENO
E’
stato eseguito un esperimento su protesi del seno in una
camera iperbarica.
Questo esperimento includeva protesi al silicone, saline
e miste silicone/saline, sottoposte a diversi profili
profondità/tempo, tipici della subacquea ricreativa.
L’ esperimento ha registrato un incremento della dimensione
delle bolle dall’1 al 4%.
Le protesi saline hanno assorbito meno azoto, dal momento
che esso è maggiormente solubile nel silicone.
Tale percentuale di aumento del volume tuttavia non è
stata sufficiente per rompere la protesi, e le bolle sono
scomparse col tempo.
Questo esperimento tuttavia non è stato condotto
“in vivo” cioè su esseri umani vivi con protesi.
Le protesi al silicone sono più pesanti dell’acqua
e possono alterare la galleggiabilità e l’acquaticità,
specialmente se sono di grandi dimensioni.
L’attività subacquea dovrebbe essere fatta solo
dopo completa guarigione certificata dal Chirurgo, e si
devono comunque tenere in considerazione le variazioni
della configurazione corporea, della muta, dei cinghiaggi
e di una appropriata zavorra, per evitare una sovrapressione
sulla protesi e problemi di equilibrio idrostatico.
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