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Ogni
mese scopriremo un nuovo abitante del mondo sommerso,
le piante, i molluschi, i pesci e i crostacei non saranno
più degli sconosciuti!!!
questo
mese:
LA MEDUSA

DESCRIzione
Le
meduse sono invertebrati marini, le specie note sono
circa 7.000 e sono appartenenti a tre diverse classi:
Hydrozoa, Scyphozoa e Cubozoa.
La differenza sostanziale tra meduse appartenenti alle
varie classi è data sia dalla forma (cubica,
con presenza o assenza del velo) che dal loro ciclo
biologico, ovvero dalla modalità con la quale
esse nascono, si sviluppano e si riproducono.
La struttura fondamentale di una medusa è data
da un “cappello” superiore detto ombrella, del tutto
innocuo, da un velo, un anello e da svariati tentacoli
piuttosto pericolosi, talvolta addirittura letali. All’anello
sono ancorati i tentacoli, ma sia la struttura del velo
che quella dell’anello non sono sempre presenti.
I tentacoli delle meduse possono raggiungere la lunghezza
di vari metri, e sono costituiti da particolari cellule
dette nematocisti.
Queste caratteristiche cellule sono rigonfie di liquidi
velenosi e svolgono il loro ruolo principale nella raccolta
di cibo e per la difesa: esse possono scaricare un lungo
tubo ricco di spine che penetrano nella preda e mediante
alcuni impulsi, liberano un liquido tossico paralizzante.
A causa di queste cellule, alcune specie di meduse mietono
molte vittime. Ne è un esempio la Caravella Portoghese
oppure la Chironex Fleckeri detta più comunemente
“Vespa di Mare”, questa Cubomedusa infatti, ha causato
molte morti al largo della costa dell’Australia. Quando
si entra a ripetuto contatto con i tentacoli della “Vespa
di Mare” la morte può sopraggiungere per shock
e per arresto cardiaco, in altri casi solo per paralisi.
Altri tipi di nematocisti più semplicemente producono
varie secrezioni per facilitare l’adesione dell’animale
al fondale o alla scogliera marina.
clicca sull'immagine per vedere scoprire le meduse pericolose
COMPOrtamento
Le
meduse si nutrono di particelle organiche o di piccoli
pesci e crostacei che disgraziatamente si sono imbattuti
nei loro tentacoli sena trovare più via d’uscita.
Quasi tutte le specie sono marine, eccetto qualche esemplare
dolciacquifero di Idromedusa.
Sebbene la maggior parte delle meduse più comuni
non presentano colorazioni vivaci ma sono trasparenti
oppure marroni, molte specie sono munite delle colorazioni
più disparate.
Le meduse hanno simmetria radiale: non posseggono un
senso di marcia preferenziale, in quanto non hanno una
vera e propria porzione cefalica, non si può
parlare di “sistema nervoso” in quanto esso è
dato da poche cellule, si suppone che le cellule nervose
delle meduse siano le più primitive dell’intero
regno animale.
Non posseggono veri e propri occhi, per tanto riescono
ad orientarsi in acqua grazie a delle “stratocisti”,
una sorta di sistema di orientamento che funge da bussola
interna.
Molte specie sono incapaci di nuotare, ma riescono a
mantenersi a galla mediante alcune vesciche galleggianti,
e si lasciano trasportare dalle correnti generate dal
vento.
Come indicato in precedenza, gli esemplari fatali per
l’uomo sono appartenenti alla classe Cubozoa, mentre
le idromeduse e le scifomeduse sono per lo più
innocue, possono solo provocare, con i loro tentacoli,
le classiche irritazioni, che vanno via facilmente entrando
a contatto con dell’ammoniaca.
Un altro consiglio da tenere sempre presente è
che per allontanare una medusa basta afferrarla per
il “cappello” o “ombrella”, in quanto su di esso non
vi sono cellule con funzione difensive, e trascinarla
o lanciarla lontano.
RIPROduzione
La
maggior parte delle meduse è a sessi separati.
I gameti possono essere liberati nell’ambiente esterno.
In alcuni casi le uova sono trattenute all’interno del
genitore fino alla fecondazione.
Appena dopo la fecondazione vi è la formazione
di una larva, liberamente natante, detta Planula. A
parte la classe Scyphozoa e quella Cubozoa, che sono
costituite da individui che hanno prevalentemente forma
medusoidale, le specie che costituiscono la classe delle
idromeduse hanno un ciclo di vita a forme alterne: trascorrono
una prima fase della vita sottoforma di polipo, quindi
fisso al substrato, con limitazione nei movimenti e
una parte della vita la trascorrono sottoforma di medusa,
liberamente natante.
Per descrivere il ciclo vitale generico delle meduse,
possiamo prendere in esempio l’Aurelia, una specie appartenete
alla classe degli scifozoi. L’Aurelia è a sessi
separati, e come tutti gli scifozoi ha come forma prevalente
quella medusoidale, con dimensioni di circa 10 cm. I
gameti dell’Aurelia, dopo la fecondazione si sviluppano
in Planula, questa larva di 0,03 mm è liberamente
natante e dopo un primo periodo si sviluppa mutando
in un polipo di circa 4 mm. Questo polipo è fissato
al substrato, e dopo una fase di accrescimento, il polipo
produce piccole meduse, dando vita così ad un
nuovo ciclo biologico.
FOTO
grandi


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