| L'Immersione
nell'area archeologica della città sommersa di
Baia.
di Luigi Matarazzo
01/01/2001 - Immersione
nell'area archeologica sui resti dell'antico porto romano
di Baia
Dell'area archeologica di Baia fanno parte anche i resti
dell'antico porto romano; a Baia, infatti si giungeva
comodamente da mare dopo una breve navigazione ed un
comodo approdo in una baia, appunto, tranquilla e riparata.
Del porto romano sono chiaramente visibili i 12 piloni
che si ergono maestosi su di un fondale sabbioso. Il
passaggio all'esterno dei piloni stessi permette di
ammirare un paesaggio quasi lunare, una grande distesa
di sabbia dalla luce veramente particolare interrotta
qui e là solo da alcune colonne di minuscole
bollicine, che indicano le soregnti a mare di acqua
calda, ulteriore testimonianza del passato termale dell'intera
zona.
Pparticolare della citta' sommersa
Il passaggio tra le due file parallele dei piloni permette
di rendersi conto della grandezza dell'opera realizzata
in epoca romana, ma anche come questi elementi ormai
si siano completamente integrati nel paesaggio sottomarino,
fungendo da substrato e permettendo lo sviluppo di una
vivacissima flora e fauna dal carattere spiccatamente
mediterraneo.
Un'immersione in una zona archeologica così affascinante
e ricca di misteri cattura l'attenzione non solo per
gli aspetti artistici, urabnistici, storici, ecc...,
ma anche perchè, ancora una volta, è possibile
apprezzare come il Mediterraneo resista, in tutti i
sensi, alle aggressioni del tempo, della natura e dell'uomo.
Seppure perciò non si possano descrivere incontri
mirabili ed eccezionali, si può ricordare la
presenza, tra le altre, di qualche simpatico e piacevole
ospite, come i rossi Apogon imberbis, che timidamente
si nascondono tra gli anfratti creati dai piloni nel
loro sgretolarsi, i coloratissimi nudibranchi tipo l'Hypselodoris
valenciennesi, lo scapigliato anemone di mare, le trasparentissime
claveline e poi nel fondo una piccola Pinna nobilis
in compagnia di gasteropodi e bivalvi, ricci e stelle
marine che colorano questo particolarissimo braccio
di mare Mediterraneo.
Pinna nobilis
L'immersione nel porto antico di Baia, così come
alla città sommersa, non presenta alcuna particolare
difficoltà tecnica, e risulta molto piacevole
e distensiva anche nel freddo periodo invernale. L'immersione
in questa stagione fa apprezzare ancora di più
la presenza delle molteplici attività vulcaniche
sottomarine della zona, come il frequente incontro di
sorgenti calde e di punti del fondale in cui l'abbondanza
di zolfo, indica la presenza di sabbia piacevolmente
calda, non solo per il subacqueo infreddolito, ma anche
per le differenti specie di animali, che come le castagnole
si divertono a nuotare proprio tra le bollicine calde
delle sorgenti o vivono adagiati nei pressi dei punti
caldi del fondale.
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